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È una stratigrafia, che, con bassi costi di realizzazione (materiali ed opere), punta a migliorare i seguenti quattro aspetti: Coibentazione, Igroscopicità, Captazione Energetica, Isolamento Acustico.
È costituito da un primo strato d'aria segue un secondo strato costituito da una lamiera grecata quindi un congruo strato di intonaco.
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Patent n.: MI2009 A001197
Il brevetto
consente di captare l’energia termica da irradiazione solare da una intera
superficie di un tetto o di una parete. Attraverso una particolare
stratificazione di materiali facilmente reperibili ed a costi contenuti, si
cattura la radiazione solare con dispersioni ridottissime verso l’ambiente
esterno: si tratta, in sostanza, di una sorta di “microserre piane”. Con
tale mezzo si vuole estendere l’applicazione dei collettori solari,
abbracciando superfici più ampie ed a minor costo, raccogliendo quantità
maggiori di energia. Il costo di una Termosupericie non si scosta,
sostanzialmente, da quella della realizzazione di un tetto tradizionale. Sul
piano estetico, una Termosuperficie, può anche costituire una superficie
architettonica di particolare interesse, giocando sulle rifrazioni e
riflessi prodotti dalle superfici. L’energia termica così raccolta può
essere sfruttata direttamente o tramite pompe di calore.
Attraverso il dispositivo può essere prodotta aria
calda od acqua calda, utilizzabili direttamente negli impianti tecnici
dell'edificio (riscaldamento di acqua sanitaria, climatizzazione) oppure
attraverso idonei dispositivi (scambiatori di calore, pompe di calore).
E' applicabile su ogni tipo di edificio, può
sfruttare – a costi irrisori – tutta la superficie irradiata dello stesso,
e può utilizzare tanto l'aria quanto l'acqua (od altri fluidi) quale vettore
di calore, diminuendo considerevolmente i costi e permettendo la
realizzazione di strutture assai più longeve.
E' disponibile in due varianti esecutive,
sostanzialmente analoghe nella struttura, le funzioni ed il principio
termodinamico: disposto sulle coperture e disposto sulle pareti
perimetrali esterne. Esse, a loro volta, possono sfruttare lo scambio
termico naturale, oppure utilizzare pompe di calore.
L'energia solare, sotto forma di radiazione
elettromagnetica, attraversa lo strato trasparente o traslucido, è
trasformata nello strato assorbente in energia termica che viene trasmessa
all'aria circolante nell'intercapedine e, se presenti, ai tubi in cui
circola il fluido termico. La particolare struttura della lastra
trasparente o traslucida, “il diodo eliotermico”, non permette al
calore di sfuggire all'esterno se non in misura estremamente contenuta,
così come, l'isolante termico sottostante, non permette al calore di
diffondersi verso il tetto o la parete. Il calore così ottenuto, può essere,
in tal modo, trasmesso solo all'aria dell'intercapedine o/e ceduto ai tubi
eventualmente presenti adducenti un fluido termico.
Il dispositivo captatore di energia eliotermica
descritto, opera tanto con la radiazione solare diretta che diffusa,
ed è orientato sulla base del moto naturale convettivo dell'aria. |