Particolare attenzione nella stesura del progetto del nuovo centro trattamento autismo " L’ISOLA CHE NON C’E’" è stata data alla realizzazione di idonei ambienti terapeutici come la Palestra, la Piscina e la Serra per consentire utili interazioni tra gli operatori dediti al trattamento dei disabili con condivisione di intenti e metodologie innovative.
“Un ambiente terapeutico è un ambiente strutturato in modo tale da fornire un gran numero di relazioni umane, di interazioni emotive gratificanti, di occasioni per nuovi apprendimenti ed esperienze, di dominio di situazioni nuove e di sviluppo di competenze personali e sociali. Esso dovrebbe mirare a soddisfare i bisogni affettivi con il rispetto, con la stima, l’approvazione, le lodi; a ridurre l’ansia, il senso di colpa e i conflitti psicologici ed a rafforzare il più possibile le funzioni dell’IO” ( M. Rutter )
Il filosofo greco Talete, sosteneva a ragione, 25 secoli or sono, che l’acqua è il principio primo di ogni cosa e oggi sembra essere veramente strategico come elemento per la cura dei disturbi dello sviluppo consentendo ai ragazzi disabili, grazie alla maggior attivazione emozionale, sensoriale e motoria, di stabilire più facilmente relazioni sociali altamente coinvolgenti sul piano emotivo, relazioni che in altri ambienti risulterebbero alquanto difficili.
Con gli operatori e gli esperti sanitari sarà oltremodo interessante confrontarsi sulle reciproche esperienze per capire se l’obiettivo di costituire anche una società sportiva possa rappresentare una ulteriore svolta per il Centro, considerato il ruolo dello sport come strumento per il miglior recupero funzionale possibile per trasformare ogni paziente da passivo “oggetto di cure” a vero e proprio “soggetto attivo” teso al perseguimento della qualità della vita e della ECOSOSTENIBILITA’.
Peraltro le manifestazioni ludico-sportive sono momenti di aggregazione eccezionale e nelle quali la collaborazione e la solidarietà sono elementi principali, momenti in cui ognuno con il proprio contributo, può veramente diventare PROTAGONISTA di qualcosa che porterà dentro per tutta la vita e che lo aiuterà ad imparare ad affrontare e superare ogni ostacolo mentale e soprattutto a NON SMETTERE DI SOGNARE.
Questa premessa non può che portarci ad ulteriori riflessioni sulla gestione delle società sportive per la SVOLTA che potrebbero dare all’intero movimento giovanile e quindi al nostro nuovo progetto.
Sportl@ndia
D. Filippini
Le Società Sportive e l’Ecologia
Le società sportive hanno un’etica ecologica? Il quesito potrebbe sembrare di poco conto rispetto alle problematiche correnti del settore (corruzione, scandali, ricatti) ma crediamo che l’etica sportiva debba comprendere anche l’etica ambientale poiché il rispetto dell’ambiente si affianca al rispetto della persona, avversari compresi.
Il grande esempio educativo dato dalle Società Sportive deve continuare anche verso quegli aspetti generali in grado di essere percepiti da tutti come importanti e di grande profilo: la cura e il rispetto dell’ambiente, in senso lato, rientrano in questa
categoria.

Nell’esercizio delle proprie attività esistono denominatori comuni in tutte le società sportive: spazi dedicati (chiusi o aperti), servizi legati alle attività (spogliatoi, bagni, docce e servizi igienici), attrezzature sportive (particolari per ogni sport).
Questi denominatori operativi hanno a loro volta aspetti comuni come le strutture vere e proprie, l’illuminazione, l’acqua e i rifiuti.
E’ su questi aspetti che l’etica ecologica deve far sentire il proprio valore ed essere misurata.
L’aspetto energetico
Illuminazione e calore implicano consumi energetici razionalizzabili e sostenibili se si utilizza la corretta tecnologia. Ogni Centro Sportivo consuma un considerevole numero di kw/h per lampade, lampadine e scaldaacqua elettrici o a gas che possono essere recuperati sia con sistemi avanzati termici che fotovoltaici. Tetto e muri degli spogliatoi e uffici possono essere attrezzati adeguatamente con pannelli isolanti, pannelli radianti, serpentine scambia acqua, pannelli di silicio; il risparmio energetico potrebbe oscillare tra il 50 e l'80 %. Nel caso il terreno di gara fosse riscaldato a pannelli il risparmio energetico relativo all’applicazione di sistemi per il recupero del calore risulterebbe altamente significativo.
L’aspetto acqua
L’acqua, per moltissimi sport, viene usualmente utilizzata per mantenere il campo di gioco ottimale e ben inerbato specialmente durante il periodo estivo e per gli spogliatoi/docce/servizi igienici i quali devono usufruire di acqua calda e fredda in ambienti confortevoli. Per nuoto e tuffi (piscina) questo aspetto risulta estremamente importante. Recuperare l’acqua utilizzata è quindi un dovere/diritto per la Società Sportiva dotata di Etica Ambientale.
La presenza in moltissime attività sportive di campi da gioco su cui cresce erba permette un ciclo virtuoso in grado di recuperare l’acqua usata negli spogliatoi (docce/lavabi/piscine/servizi igienici) per irrigare il campo da gioco. Nelle piscine risulta fondamentale avere acqua a temperatura ottimale e sanificata da microrganismi patogeni con sistemi “free clorine” (senza cloro). La qualità dell’acqua recuperata dovrà essere in regola con i dettami di legge (D.lgs. 152/06) sotto il profilo chimico e sotto il profilo microbiologico utilizzando semplici ed affidabili tecnologie. Anche l’acqua piovana, che sarà raccolta in apposite cisterne, verrà miscelata a quella recuperata fornendo una notevole riserva idrica per gli usi sportivi e/o irrigui.
I rifiuti
Le attività sportive in genere non sono grandi produttori di rifiuti. Vecchie attrezzature usurate o rotte, imballaggi vari, indumenti usati, terra, erba tagliata possono essere smaltiti in modo corretto con l’ausilio di una serie di contenitori e contratti di ritiro mirati. L’aspetto educazionale in questo caso è forse quello più importante e rende necessario coinvolgere sia i tesserati che le loro famiglie unitamente ai dirigenti in Corsi di formazione aventi come obiettivo la massima sensibilizzazione degli atleti verso le tematiche ambientali in generale e quelle dei rifiuti in particolare.
Emissioni gassose
L’impatto “emissioni gassose“ potrebbe derivare dalla piccola caldaia utilizzata per fornire acqua calda al sistema (piscina/docce/riscaldamento/lavabi) ma la messa in atto di sistemi tecnologici intelligenti (pannelli isolanti con o senza serpentina/ radiatori solari/ celle fotovoltaiche) ridurranno ad esempio la CO2 prodotta ai minimi termini contribuendo al rispetto del Protocollo di Kyoto per l’anidride carbonica (effetto serra).
Inquinamento acustico
Sebbene lo sport sia anche incitamento e partecipazione potrebbero presentarsi problemi di inquinamento acustico gravi. In tal caso, esaminando ogni singola peculiarità, occorrerà intervenire per mitigare l’impatto con barriere o sistemi diversi (in funzione di ogni sport) in grado di minimizzare i decibel emessi. La legge 432/98 regola molti aspetti di inquinamento acustico ma non prevede particolari misure per le attività sportive che dovranno quindi autoregolarsi con buon senso.
Inquinamento visivo/estetico
Le attività sportive sono molto spesso vincolate nel loro sviluppo sul territorio dagli spazi richiesti (stadio, velodromo, palestra, circuito). L’etica sportiva si manifesta anche nell’estetica degli impianti. Una buona progettazione può trasformare un potenziale inquinamento estetico irreversibile in un arricchimento estetico/monumentale.
Si
vuole porre in evidenza la possibilità e l’opportunità di trasformate le Società Sportive in “diffusori di cultura ecologica” a partire dai propri impianti e dai propri aderenti partecipando con spirito costruttivo al miglioramento diffuso della sostenibilità ambientale.
A tale fine si propongono una serie di tecnologie innovative, semplici e affidabili, per utilizzare i Centri Sportivi come esempi da imitare nell’ambito dello sviluppo sostenibile.
Oggi è possibile con un’unica operazione spendere meno per l’acqua calda e per l’elettricità, recuperare integralmente l’acqua utilizzata e, nel contempo, rispettare i dettami del protocollo di Kyoto per ridurre le emissioni di anidride carbonica.
La proposta integrata prevede varie opzioni in funzione della tipologia del centro e delle sue necessità. Il numero di utenti/giorno o per stagione unitamente ai momenti di picco ( es, la domenica ) sono la base dei dati di progetto del sistema Sport Eco Terapia Ambiente ( SETA). La superficie totale degli impianti (aperti o chiusi) e la ricopertura delle superfici (terra, erba, linoleum, legno) sono un secondo importante fattore di progettazione. Al proposito abbiamo volutamente escluso gli impianti con erba sintetica ritenendoli una minaccia per la salute a causa degli effetti cancerogeni degli idrocarburi policiclici aromatici ( IPA ), contenuti nel granulato di gomma oltre che per gli effetti altamente negativi sulle articolazioni degli atleti. Peraltro in un paese del sole come il nostro, non fare uso di prodotti naturali, anche con conseguente abbattimento della CO2 in atmosfera, ricorrendo invece a soluzioni sintetiche, ci sembra realmente demenziale
La compilazione di una semplice scheda permetterà di ricevere un preventivo di massima in cui verranno specificati i costi e i risparmi possibili ricavando in tal modo il tempo di ammortamento dell’impianto e il risparmio reale nell’arco di 10 anni.
Il sistema SETA permetterà alle Società di certificarsi ISO14000 o EMAS accumulando anche Certificati Verdi spendibili sul Mercato delle Emissioni gassone nell’ambito delle Emission Trading.
Una organizzazione eco-finanziaria è disponibile a finanziare l’intero importo a rivalersi sui risparmi futuri e su quanto ricavato dai Certificati verdi.
Il pool di Aziende e professionisti che elabora progetti di risparmio e recupero energetico/ambientale è in grado di fornire il sistema SETA completo o parziale; dalla progettazione architettonica ecocompatibile all’installazione di macchinari e attrezzature in grado di realizzare un effettivo intervento in grado di minimizzare gli impatti ambientali, energetici ed ecologici attivati da questa tipologia di impianto.