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La biofertirrigazione è una tecnica colturale che assolve a svariate mansioni i cui effetti si ripercuotono su aspetti:

  • agronomici

  • biochimici

  • meccanici

  • economici

  • ambientali

  Vantaggi concreti :

  • minore calpestio del suolo con macchine agricole e quindi maggiore salvaguardia della struttura del terreno;

  • somministrazione scalare dei biofertilizzanti nei momenti di effettiva necessità;

  • produzione di fertilità multifunzionale del suolo che ne migliora la capacità produttiva quali-quantitativa;

  • prevenzione e cura dei fenomeni di inquinamento del suolo, grazie all’azione combinata di Aminoacidi, Acidi Fulvici e Batteri Fotosintetici, i cui effetti determinano anche la depurazione delle superfici trattate.

La "Biofertirrigazione" puo' essere considerata una tecnica corretta e valida da attuare nella gestione del terreno, qualunque sia la sua destinazione d'uso (agricolo, ornamentale, ricreativo) purché mirata alla coltivazione.

E’ noto infatti che, normalmente, nei terreni aridi la presenza dei microrganismi è notevolmente ridotta a seguito della carenza d’acqua e dell’elevato livello termico dei primi strati del suolo, che risentono notevolmente delle escursioni termiche dell’atmosfera.

La somministrazione frazionata di acqua, addizionata ad  “acidi fulvici, aminoacidi, batteri fototropi ed alghe”  favorisce l’abitabilità del suolo da parte dei microrganismi che, a loro volta, agevolano lo sviluppo delle piante superiori.

La somministrazione poi di “idrolizzati proteici” (dove l’azoto è presente  sotto forma proteica, e quindi, scarsamente dilavabile) miscelati agli “acidi fulvici“ favorisce lo sviluppo vegetativo, soprattutto dell’apparato radicale, anche in condizioni di stress idrico ed elevata salinità,  permettendo così la riduzione drastica dei concimi tradizionali di sintesi, maggiore fonte di inquinamento da nitrati delle acque sotterranee.

Quanto sopra esposto scaturisce da studi e prove pluriennali da noi condotti su tappeti erbosi, in  ambienti pedoclimatici  molto differenti.

In particolare, in siti pedoclimaticamente differenti, si sono messi a confronto i risultati ottenuti su aree trattate  con: concimi minerali  “a pronto effetto“,  “a lenta cessione”  e “Biofertirrigazione”.

I risultati ottenuti hanno evidenziato che nelle aree trattate con la biofertirrigazione, rispetto alle altre due possibili forme di fertilizzazione  (a lento ed a pronto effetto), le comunità vegetali  presenti erano caratterizzate da:

  • maggiore stabilità ed omogeneità strutturale,

  • ridotto accrescimento epigeo,

  • maggiore resistenza agli stress idrici (soprattutto carenze idriche),

  • migliore resistenza agli attacchi dei patogeni animali e vegetali,

  • minori spazi liberi per lo sviluppo delle piante spontanee.

Come conseguenza di ciò si sono avute le seguenti ricadute:

  • minore presenza di azoto nitrico nelle acque sotterranee,

  • maggiore stabilità quali quantitativa della copertura vegetale,

  • minore penetrazione delle infestanti,

  • migliore resistenza alla siccità,

  • migliore controllo del rimbalzo della palla nelle aree destinate ad attività sportive (campi da golf e campi di calcio).

Effetti simili si sono riscontrati in prove effettuate su vegetazione arbustiva e/o arborea, in quanto la possibilità di interventi calibrati e tempestivi, nei momenti di pre-stress, consente di mantenere la coltura perfettamente efficiente e produttiva.

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