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La
biofertirrigazione è una tecnica colturale che assolve a svariate
Vantaggi concreti :
E’ noto infatti che, normalmente, nei terreni aridi la presenza dei microrganismi è notevolmente ridotta a seguito della carenza d’acqua e dell’elevato livello termico dei primi strati del suolo, che risentono notevolmente delle escursioni termiche dell’atmosfera.
La somministrazione frazionata di acqua, addizionata ad “acidi fulvici, aminoacidi, batteri fototropi ed alghe” favorisce l’abitabilità del suolo da parte dei microrganismi che, a loro volta, agevolano lo sviluppo delle piante superiori. La somministrazione poi di “idrolizzati proteici” (dove l’azoto è presente sotto forma proteica, e quindi, scarsamente dilavabile) miscelati agli “acidi fulvici“ favorisce lo sviluppo vegetativo, soprattutto dell’apparato radicale, anche in condizioni di stress idrico ed elevata salinità, permettendo così la riduzione drastica dei concimi tradizionali di sintesi, maggiore fonte di inquinamento da nitrati delle acque sotterranee.
Quanto sopra esposto scaturisce da studi e prove pluriennali
da noi condotti su tappeti erbosi, in ambienti pedoclimatici molto differenti.
In particolare, in siti pedoclimaticamente differenti, si sono messi a confronto i risultati ottenuti su aree trattate con: concimi minerali “a pronto effetto“, “a lenta cessione” e “Biofertirrigazione”.
I risultati ottenuti hanno evidenziato che nelle aree trattate con la biofertirrigazione, rispetto alle altre due possibili forme di fertilizzazione (a lento ed a pronto effetto), le comunità vegetali presenti erano caratterizzate da:
Come conseguenza di ciò si sono avute le seguenti ricadute:
Effetti simili si sono riscontrati in prove effettuate su vegetazione arbustiva e/o arborea, in quanto la possibilità di interventi calibrati e tempestivi, nei momenti di pre-stress, consente di mantenere la coltura perfettamente efficiente e produttiva.
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progetto "monitoraggio trattamenti alcolemia"
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